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mercoledì, 14 maggio 2008

uno zucchero, per addolcire il gusto.
un bello zuccherone de panza dei tempi andati quando s'entrava en discoteca cor colletto de la camicia alzato a punta, co le sorelle che te pettinavi bene per fatti vedere e andaveno de moda i luccichini sotto gli occhi e i lipgloss all'arancia.
e te diceveno, i primi tamarri all'entrata:
"ahò comme te chiami quanti anni hai?"
uguale a desso come quelli che se ciattano, solo che ce si vedeva, che erano bruttarelli.


mai fighi perché i fighi non te chiedono niente, te stringono e mentre abballi te basciano e tu lassi fare che è 'na meraviglia de sbavazzamenti e barba che t'irrita tutta la faccia, oh.

"ci abbiamo 14,18 e 20 anni" dicevi tu col naso e le guance rosse de vregogna, che i jeans ereno stretti e i sandali col tacco alto de la mamma se faceva fatica.
"ah, 18 anni ci hai?"
e le sorelle "no. 18 e 20 semo noi, lei 14! "
era pevvia de le tette, che nun je credeveno e continuaveno a farme el filo.
solo i mostri, sempre i mostri, queli co la fame.


e i luccichini se smorzaveno sotto l'occhi, che tutta 'a strada de ritorno coi sandali alti de la mamma "te la famo vedé noi ventanni te, stronza, che nun te ce porto più in discoteca se ce scambieno, mò stai accasa co li piccoli!"

e caracollando s'andava.
a struccarsi, a immalinconirsi come adolescenti, a togliersi i sandali rossi tacco 12 e lavare le vesciche aperte.
pettinarsi i capelli lunghi lunghi da bambina, che bambine nun eravamo ancora e più, forze.
sentendo dal marciapiede del dancig Gloria Ghéinor o Er Panza, simpatico.


non morsicatelo 'sto zucchero de Berri Uàit: ciucciàtelo, cheddura deppiù. armeno i 5 anni de la leggislaturahò!

ps:
pettegolezzo de l'urtima ora: 'sta a uscì un ciddì de Donna Sàmmer per st'estate.  Attenti che se cucca: che quella miagola e se tocca, proprio come se fanno certi quanno ciattano, eh.





postato da: pispa alle ore 15:51 | link | commenti (4)
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martedì, 13 maggio 2008

ho visto il filmato della trasmissione
sul web, quando parla e Fazio lo cazzia.
questo blog è amico di Marco Travaglio.

m.t


postato da: pispa alle ore 05:28 | link | commenti (18)
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domenica, 11 maggio 2008

mi sono addormentata che era giorno, e i bengalini cantavano entusiasti del sole sul balcone.

mi sono svegliata, e adesso è notte, anzi è già domani.

ma io non avevo ancora pensato a cosa fare domani.

così ho mangiato un altro po' di torta della festa della mamma, sperando di addormentarmi e riassorbire il jet-lag.
porca l'oca.

magari funziona.

chissà cosa avete fatto voi, e il mondo qui, mentre io dormivo davanti alla tivù.

ad esempio, tre ore fa il tesoretto c'era ancora e ora non c'è più. Maledetto Carter, ce l'ha fatta ancora una volta!


comunque il film era bello, l'ho visto quasi tutto;
 auguro a Tremonti il gomito da seghista


  irina palm
e brava Irina Palm/Marianne Faithful.


postato da: pispa alle ore 00:30 | link | commenti (8)
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sabato, 10 maggio 2008

breve storia della beata Vergine Maria

in quel tempo la Vergine Maria era una giovinetta timorata.
Una sera d'estate, mentre il sole tramontava divino sull'orizzonte rosso, ed era caldo, si presentò a lei un Angelo con ali di piume, ed una forza per volare bastante a due corpi.

Volarono fin sull'albero di pero, lì le annunciò che la sua vita sarebbe cambiata, di prepararsi ad accogliere il Signore con la gioia nel cuore.
Lei lo seguì fedele come le insegnava il Dio dei tempi.

l'Angelo conosceva una canzone dolce, lei l'ascoltava, e dal piacer s'addormentò sul grembo della sinuosa creatura.
Le note riempivano la corte della casa, Maria non seppe quanto tempo passò: forse ore o giorni, o forse mesi.
Finché l'Angelo le disse piano nell'orecchio "Devo andare, Maria. Ma tu concepirai un figlio".
S'involò per tornare il giorno appresso, a portar nuove rivelazioni.

Maria da quel momento non pensò più che all'Angelo: passava ore ascoltando una dolce melodia nel suo cuore; vedeva il ventre arrotondarsi con stupore e meraviglia.
"Allora sono stata veramente io scelta dal Signore?"

Anna, la madre di Maria, li vide un pomeriggio sotto il portico, vide il ventre rotondo che portava il frutto di un amore celeste.

E gridò, cacciando via quell'Angelo, ché non credeva alla storia di Maria in lacrime.

l'Angelo scomparve al cospetto dell'ira dal Padre.
E della madre di Maria.

Non volle scegliere un padre putativo, pensava continuamente all'Angelo, sperava di sentire la sua voce come vento tra le foglie degli alberi scuri.
E gettò via il bambino prima che crescesse dentro di lei, smuovendo le ire del Signore, di Sant'Anna e di tutto il borgo.
Così, piena di vergogna per essere stata felice contro il desiderio della madre, non osò mostrarsi per lungo tempo in pubblico.

Passarono gli anni, molti.
Da quel giorno diversi uomini, tra cui Giuseppe, si recarono alla sua casa per chiederla in isposa.
Cantavano dolci melodie, a volte, ma nessuna così bella da renderla felice.

Fu il tempo dell''Assunzione in cielo di Anna, che non conosceva amore ma solo legge.

Maria andò da Mariposa, in Corso di Porta Romana e cercò una copia della sua canzone, che non aveva mai più ascoltato cieca di terrore dell'ira di Dio.

Non c'era nulla di diabolico nell'ascoltare melodie d'amore, come le avevano fatto credere.
Si comperò il cd e lo tenne con sé per ascoltarlo sempre.
"Prima o poi l'Angelo sentirà da lassù, e tornerà e saremo felici per sempre".
Per sempre?
Prima d'ora, e dopo.

La canzone era questa. E quel giorno Maria capì che il peccato era tutta un'invenzione, e che i Talking Heads erano roba vecchia ma le piacevano ancora, un po'.






postato da: pispa alle ore 12:14 | link | commenti
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giovedì, 08 maggio 2008

OROSCOPO DI GIOVE LE OVE
Vergine (23 agosto - 22 settembre)

Il mio amico Darius scrive canzoni.
È bravo, ma a volte attraversa delle fasi in cui tutto quello che produce sembra finto.
Non soffre del blocco dello scrittore. Il suo problema è che si lascia trascinare in un vortice di idee, e la sua mente giocherella all'infinito con ogni impulso che le si presenta.
Tempo fa è entrato a far parte dell'Immersion composition society, un'organizzazione che aiuta i "nevrotici di talento" e i "geni tormentati" a smettere di analizzare tutto e a ritrovare l'ispirazione.
Una delle tecniche usate è fissare una scadenza che li costringerà a comporre rapidamente.
Spero che tu trovi l'equivalente nel tuo campo d'espressione, Vergine.
È ora che cominci a sviscerare di meno e a costruire di più.

(da Internazionale.it)


postato da: pispa alle ore 22:06 | link | commenti (1)
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Lui che ha una piccola crisi a scuola
(che ne sanno loro piccola quanto?
e quanto vogliono farle credere? li conosce ormai)

dopo anni

crolla un po' quella sicurezza che si erano messi addosso
(per di più il medico curante dalla nascita
c'è tra 60 giorni per una visita con esame)

cosa devono fare? se lo dicono al telefono,
poi si salutano, senza euforia.

non c'è da dire,
lei immagina com'erano i tremiti
"agli arti superiori ed inferiori,
lo sguardo fisso in alto a destra"
l'inespressività e poi il crollo
addormentato sul lettino
(chissà se per il valium?
o la crisi se n'è andata
da sola?
non è mai successo, che ricordi)


si stringe un nodo in gola,
inutile nella sua maglietta color cielo,
salgono le lacrime agli occhi
e quella sensazione che non si è mai in pace
né sicuri al mondo.
quando sei fuori sei esposto,
così.

soffre perché sa che lui ha sofferto,
per mortale simbiosi.
loro lo sanno in differita,
poco rispetto, non essere allarmisti.
ricorda ancora l'ultima:
sollevato da quattro medici per braccia e gambe,
pallidissimo e pieno di spasmi muscolari,
stenderlo sul lenzuolo verde del P.S.

flebo, valium, febbre altissima,
contorsioni di quel corpo seminudo
lei che singhiozzava in corridoio come una pazza
quella scena negli occhi,
spera non sia stato così,
che non sia mai così
quando lui è lontano.

piegarsi alla lontananza,
già difficile di per sé
senza il sostegno del medico
che si fa sentire vicino a loro,
com'era prima.

è che adesso è quasi grande,
e la tenerezza c'è nel babbo e nella mamma.

i medici persi o presi in altri casi clinici.

"mi spiace piccino" pensa piangendo
"avrei voluto essere lì con te"
non ho saputo nulla, scusa

postato da: pispa alle ore 12:01 | link | commenti (18)
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mercoledì, 07 maggio 2008

cose rotonde

minchia.
non ho ancora mangiato.

però ho "finito" il lavoro (fino alle prossime correzioni).

stamattina mi son svegliata alle 6, poi alle 9.30, poi mi sono alzata e sono uscita.
dovevo andare a fare un esame.
alle tette.

quasi quasi vi posto la mammografia in formato reale.
ma non ci starebbe, te le schiacciano talmente che diventano grandi come un piattino da frutta.
minchia.
che male.

ho pianto, come l'anno scorso.
"dobbiamo schiacciare bene" dicono.
ma così?

mentre l'ecografista lavorava pensavo a "se facessero le stesse cose ai tuoi coglioni, caro medico, cosa diresti?"

ma poi andava a finire sul personale, quello indugiava con il lettore e di qua e di là.
un po' troppo lento.
insomma.

son tornata a casa in bici, ma prima ho ritirato il lavoro da correggere.
punto.

giornata del cavolo, meno male che c'è la bici che mi piace molto girarci per la città.
mi sto allenando, non mi fanno più male le cosce neanche a fare il ponte della ferrovia.
però ho idea di cambiare il sellino: riesce a farmi sentire male alle ossa del culo, il che è tutto dire.
progettato da un pazzo.

ci sono tra i 20 e i 26 gradi, si sta da dio pedalando.
le ruote, l'adipe, i noduli, le tette, le balle!

settimana prossima si ripete, argh.

ciao

postato da: pispa alle ore 14:41 | link | commenti (11)
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martedì, 06 maggio 2008

e adesso ve ne dico un'altra, poi approfondirò.

i licei serali, le scuole per adulti che lavorano, eccetera,
che uno s'iscrive e dopo 8 - 10 ore di ufficio
e si fionda dall'altra parte di Milano con i libri e i compiti fatti a metà,

VOGLIONO FARLI DIVENTARE PRIVATI!
ARGH!

la sindaca, la regione,
vogliono passare dalle attuali rette annuali di circa € 200,
come una scuola qualsiasi del Comune qual è
a iscrizioni da migliaia di euro.

CHI POTRÀ PIU' PERMETTERSELI?
CHI FA LE SCUOLE SERALI È GENERICAMENTE GENTE POCO ABBIENTE
CHE APPROFITTA PER FARSI UN PO' DI CULTURA,
DENTRO ISTITUTI BUI E SEMI-DESERTI FINO ALLE 22 DI SERA.

stavolta mi auguro si scenda in piazza, io per prima che li ho fatti
e so la fatica, conosco, per arrivare a fine anno quando fa freddo e vorresti stare a casa la sera.
o quando è quasi estate e tu sei chiuso lì dentro solo per il piacere di prenderti quel benedetto diploma che ti serve.

aggiornerò il post sull'argomento.
non dobbiamo pagare noi le nuove pensiline dei tram né l'expo 2015, affanculo
.
e le iscrizioni quest'anno, per rendere tutto più complicato,
chiudono il 31 Maggio.

quindi sbrigarsi,
vado a iscrivermi a qualsiasi cosa .
sperando che non sia l'ultimo anno.

Mi hanno detto stamattina che le statali non corrono il rischio,
ma le comunali ovviamente sì e forse le regionali.
puttana miseria, sempre più miseria (e puttana)

a Milano, sì a Milano.
e cheppalle!


oggi sono straziata, devo mettere una musica miracolosa che mi tiri sù
vi prego di scusarmi ma il cuore batte batte batte, batte in testa come
il motore di una vecchia macchina da rottamare.
così mi sento dimmerda oggi




postato da: pispa alle ore 07:07 | link | commenti (6)
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lunedì, 05 maggio 2008

band. pci
il 5 maggio


Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
       
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile

orma di pie' mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
       
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;

quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
       
vergin di servo encomio

e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.

Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,

dall'uno all'altro mar.
       
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui

del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
       
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile

serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
       
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,

la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
       
Ei si nomò: due secoli,

l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.

        E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio

e d'indomato amor.
       
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,

scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
       
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri

narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
       
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,

chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
       
E ripensò le mobili

tende, e i percossi valli,
e il lampo de' manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
      
Ahi! forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere

pietosa il trasportò;
       
e l'avvìò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,

dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
       
Bella Immortal! benefica
Fede ai trìonfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;

ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
       
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:

il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò

(A.Manzoni, W. Veltroni)


postato da: pispa alle ore 07:39 | link | commenti (9)
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domenica, 04 maggio 2008

Real politik

sul giornale di oggi leggo che il nuovo sindaco di Roma, l'ex (ah ah ah)  fascista Alemanno, l'uomo dal sorriso gelato ha detto che per prima cosa manderà via i divi del cinema.
Berlusca docet?

ci sono editti bulgari, chissà perché, sul giornale verso Nicole Kidman e George Clooney, chissà perché loro due soprattutto.

dice che (stavo scrivendo duce che, ah ah ah) il Festival del cinema è troppo hollywodiano, quindi via via via gli attori, che sono tutti dei gran comunisti!

ma quei due lì sono comunisti? non lo sapevo mica io, so che sono i più belli sul mercato, attualmente. sfido maschi e femmine a negarlo.

cosa vorrà il buon Alemanno?
una bella retrospettiva su Benito con corti in bianco e nero senza audio?
intermezzi di tagliatelle al pianoforte?
segue dibattito, entrata con tessera?

ahi ahi, mi sa che il giornale ha scritto una grossa cazzata.
o l'ha detta lui, che la fascia tricolore sulla panza non protegge mica dalle cazzate vero?



ps: un'altra cosa, e mi rivolgo ai cittadini de Roma:

à bruti fijji de 'na lupa!
ma com'è che al primo voto Rutelli vinceva e al ballottaggio è andato sotto?

siete andati tutti al mare! ditelo! come la sòra Lella coi moscardini ripieni de pangrattato al pommodoro a magnalli sulla sdraio..
cazzoni.

postato da: pispa alle ore 17:32 | link | commenti (6)
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