temporanea/mente

scripta volant, verba manent
venerdì, 03 luglio 2009






suonabbene
oroscopo di Internazionale.it

Prevedo che nelle prossime settimane non incontrerai uno sconosciuto cupo e misterioso che ti suonerà come un violino. Né sarai attirato al porto dopo la mezzanotte per andare a prendere la “roba”. E dubito fortemente che sarai invitato a unirti a una setta che complotta per conquistare il potere dopo il 21 dicembre 2012. Purtroppo, Vergine, quello che ti aspetta è più banale. Probabilmente incontrerai presto uno sconosciuto aperto e solare che ti suonerà come una fisarmonica. L’appuntamento per andare a prendere “la roba” sarà a mezzogiorno in un luogo piacevole. E sarai invitato a unirti a un gruppo che nei prossimi anni potrebbe aiutarti nella tua ricerca del senso della vita.
sti cazzi.















postato da: pispa alle ore 19:58 | link | commenti (7) | commenti (7)
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giovedì, 02 luglio 2009


tre volte il giro di via Larga, piazza Santo Stefano, Largo Richini e girotondo, per trovare un parcheggio e un bancomat dal quale non si debba camminare un'ora per andare dove dobbiamo andare.
sono le nove meno un quarto e la temperatura è di 24 gradi, forse stamattina ce la facciamo.
prego.

siamo nel traffico, la gente ti si appiccica dietro, fa finta di non vedere le doppie frecce, le luci della retromarcia.
i milanesi sono tutti nel libro di Moravia, "Gli indifferenti".
comunque sono simpatici, sempre meglio degli avvocati.

i notai di solito hanno lo studio in attico e super-attico, con vista Duomo o Leoni della Stazione Centrale.
qui vista sulla Madonnina, è bellissimo, è lì che sembra di poterla toccare, alta come me e tutta lucida d'oro.
mai avrei detto, neanche quando andai sulla terrazza del Duomo l'ho vista così da vicino.
ma quanto pagano di affitto??

in questi palazzi centrali del ventennio i soffitti sono altissimi, quasi il doppio del normale.
quindi, per salire al 6° piano due angusti ascensori fassisti anni '40, di acciaio retrattile a coste.

agorafobici e/o claustro, non vi dico la meraviglia.
entriamo nello studio di cristallo con poltrone in pelle dappertutto, lui piange subito, triste e disperato da me.
consolo lacrimucce in discesa sulla camiciola di cotone.

attacco di ansia in corso che durerà fino a quando rimetto i piedi al piano 0°, sul marciapiede grigio che sto desiderando ardentemente.

gente gentile.
davvero, ogni tanto incontriamo della gente buona che ci fa piangere dalla contentezza.
barcolliamo fino alla macchina, yah-hù
Ciurma! alla briosce, alla briosce del Quadronno!
ce la meritiamo entrambi ci sediamo e beviamo cose fresche insieme.
è tornato il sorriso.
grazie alla segretaria, all'addetta alla reception e al notaio.


"vi amo tutti! siete meravigliosi! ciao Milano, siete caldi?! "
il testo è azzurro come il cielo


cielo


postato da: pispa alle ore 11:35 | link | commenti (10) | commenti (10)
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mercoledì, 01 luglio 2009

l'ora del lupo?

nel film di Moretti era tra le 3 e le 4 del mattino.

per me, da qualche tempo, quella certa ora è verso pomeriggio-sera, mi prende l'odio, un sacro furore di distruzione.
Attila, re dei barbari o bevi Rosmunda dal cranio di tuo padre.
qualcosa del genere insomma.

saranno la stanchezza pregressa la duloxetina la quetamina la crisi d'astinenza da paroxetina valproato delorazopam mescolati a dosi del cazzo il fegato i maltrattamenti le troppe responsablità l'accertamento fiscale il bersaglio che ho dipinto sulla schiena il caldo la mancanza di sonno l'affanno percepito.. che ho avuto giorni fa.
o tutto insieme, non lo so.
ecco l'odio che sboccia come prima l'amore e il desiderio di dolcezza.
inaspettato e nuovo, e per fortuna transitorio immagino.

è il momento in cui mi rendo conto che ho dato tutto tutto e ancora solo un grammo di attenzione e affetto sarebbe impossibile regalarlo a chiunque.
a chiunque tenti di occupare spazio-tempo nella mia breve vita.

divento un'altra.
no, divento proprio quella che sono e non so di essere, un vero angelo dell'inferno con spade infuocate che brillano nel cielo turbinoso.
dico cose terribili, sento la schiuma alla bocca come un animale braccato, mi percepisco così.
ho così tanta rabbia in corpo, costituzionale mancanza di resistenza agli "agenti esterni" diciamo.

"Si fossi foco.. " sì, una cosa del genere.
io che ho sempre creduto e ancora credo per la maggior parte delle mie giornate, che la vita si può cambiare.
invece è un incubo.
immagine: un pentolone nero di lava ribollente in cui galleggiano agonizzanti corpi e membra dei nemici e io giro un mestolo gigante con le ali rattrappite, i piedi caprini sul bordo non si scottano nemmeno!

vorrei allontanare questo sentimento e invece mi lascio sedurre dall'idea "buttare fuori il brutto".
dicendo cose orribili o sferrando un calcio a qualcosa che cade facendo molto rumore, sbattendo con violenza una enorme porta di ferro.

lo faccio e ancora meno riesco a sopportare "il tutto".
quando è troppo.. è stato troppo probabilmente..
quando non so, e questa negazione è il problema credo.
bello pestare a sangue la gente, fracassare le teste a calci, distruggere il male, distruggere.

riesco solo a pensare, non visualizzo nulla. anzi se mi sforzo tutta l'impalcatura dell'incazzatura cede e mostra lo scheletro di un aggeggio quasi ridicolo, da Cinecittà.
è il potere delle parole che mi avvince, carica e scarica.
aggredire al momento mi fortifica, mi sento enorme piena (come vorrei essere probabilmente) .. e poi fragilissima.
la strada giusta non è questa.

evidente e orribile.
grazie al cielo e a una bella dose di auto-educazione, cerco di allontanarmi da tutto questo "male" per sopravvivere. sì.
fare del male, ricevere del male, l'attesa di un male che forse non arriva, o forse sì.
botte di stress.

come nella storiella di Totò, io mi lascio menare.. non sono mica Giovanni!
però.
prenderle, stranamente, a volte è più vitale che darle.
non mi distrugge, per quante posso prenderne le sopporto senza più il desiderio di ridarne qualcuna indietro.
forse siamo fatti più per le cose positive e tutto il resto non c'entra.

frustrazione.
capire che chi ha menato per primo mena due volte ed è vero.
che se non puoi combatterla una cosa, meglio scansarsi.
curare le ferite è meno impegnativo che procurarne e procurarsene altre.
sparire dalla scena del conflitto.
(certo che se almeno in tutto questo potessi fumare una bella sigaretta sarebbe un'altra cosa)
però il culo non glielo dò.
a nessuno.
speriamo non insistano.

postato da: pispa alle ore 22:14 | link | commenti (4) | commenti (4)
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lunedì, 29 giugno 2009







fiori di passifloraClematis Lady Betty


(a volte scrivo delle cose che non so mica cosa vogliono dire, poi piango per un telefilm)



siamo di notte come le stelle a coppie sul letto di un amico
dondolo la testa
che bel cavalluccio che bel babbo rotondo tondo come il mondo
sorrido appena bei dentini bianchi tiene le mani sui miei fianchi
comodo al fondo senza frenesia tu sai di pane e noci
scivoliamo via
muoviti ancora poco poco poco continuiamo un gioco
stringiamo lande inesplorate di carni bianche sudate
amore è una parola l'ho detta (non lasciarmi sola)
respiriamo insieme piano e più profondamente
non penso a niente
socchiudo gli occhi appena non ti vedo
è desiderio solitudine o possesso
oppure solo
sesso
amore non esiste ma lo dico (poi vorrei morire)
non c'è eclissi di sole né niente di veramente urgente
che ci impedisca questo (mattino, amore, dolore, finale) stravolgente
portami via con te
e scivoliamo insieme
penso ti voglio bene e salto un battito


(cube girl)







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lunedì, 29 giugno 2009



















postato da: pispa alle ore 01:36 | link | commenti (3) | commenti (3)
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domenica, 28 giugno 2009

Freud_Sofail divano di Sigmund Freud
(London Museum)
che meraviglia potersi stendere qui, che riposo..
si stenda signora, si rilassi, pensiamo a tutto noi
metta le braccia avanti che infiliamo la camicia



avere un diavolo per capello, cervello, boh


e allora che giorno è?
sabato.
e il sabato che si fa?
niente, si soffre e basta.
però, domani è un altro giorno.
smettila con i proverbi e le filastrocche.
non ci riesco.
partire è un po' morire.
morire è un po' rinascere.
quando sei nato non puoi più nasconderti.
ne uccide più la penna che la spada.
no, la lingua.
dice anche la penna.
allora anche la gola.
sì.
e dopo che si fa?
si va dal dietologo oppure al mare.
a che fare?
a mostrà le chiappe chiare.. "se dentro al vino ci han messo l'acqua e noi je dimo e noi je famo ci hai messo l'acqua e nun te pagamo ma noi semo quelli .."
a questo punto di solito non me la ricordo più.
che è?
canto di vacanza di turisti 'mbriachi in qualsiasi località tranne roma. anzi Roma.
Roma città aperta.
come Bari.
come escort.
già.
non avemo niente da dì, eh?
po' esse che nun avemo più parole.
..
temporaneamente



postato da: pispa alle ore 00:06 | link | commenti (4) | commenti (4)
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sabato, 27 giugno 2009

     Camminiamo fianco a fianco.
Io gli tengo il braccio destro e la mano sulla mia.

Lentamente, a ritmo di zoppica riflessiva, cerchiamo di percorrere le zone d'ombra sulla strada, ma a quest'ora sono poche.
Il camion della consegna mobili-in-tutta-Italia (isole comprese) ci parcheggia sotto il naso nella zona disabili; a nostra volta, quindi, parcheggiamo vicino, troppo vicino, al passo carraio della signora di fronte, che vede e sospira dalla finestra buia.

      Lui ha lo sguardo perso nel vuoto come quando è stanco, e accaldato.
Io porto gli occhiali con la montatura grossa, nera, per non mostrare i guai.

      Martina ha lo sguardo stanchissimo, segni sotto gli occhi sulla pelle bionda.
Ha perso il lavoro, non le hanno rinnovato il contratto a progetto come copywriter e non dorme più. In questo momento so che mi ascolta ma non sente; è sveglia da troppo tempo per dare ancora attenzione a qualcuno.
- "Prendo un po' di Lexotan e giovedì parto, vado da mia madre" - ci sorridiamo e salutiamo - "in bocca al lupo" -.

      Maria ha un bel vestito nero scollato con le poppe rotonde ben in mostra, ci incrociamo.
- "ehi, come va?" -
Tra due giorni le figlie piccole vanno in vacanza dal papà, due settimane di libertà per tutte e tre.
"Avevo un'orticaria su tutto il corpo, non ne potevo più dallo stress".
Sta molto bene coi capelli bruni raccolti da un fermaglio, gonfi, Mina anni '60.
"Io ho la dermatite sul viso, una febbre sul labbro.. pure lui, guarda che roba"
"E più si va avanti e più fatica si fa!" mi dice scossa. Ha ragione.

      Non possiamo parlare d'altro, oggi: figli, fatica, ex mariti coglioni.
Quando racconta della scoliosi doppia della figlia di dieci anni e io della piscina per mio figlio, non ci chiediamo mai "come va con le medicine?"
Ci guardiamo, ci capiamo, parliamo, non c'è neanche tanta cultura.
La vita ha insegnato più di quanto certe persone imparano all'università; a me poco, ma l'empatia prevale sul sapere, tra di noi.

      Perché se il tuo vicino ha un rene solo non gli chiedi tutti i giorni "allora, come va la dialisi eh?! .. caro il mio nefropatico.."
Per dire.
Quando mi parli, per un attimo, dimentica il neurolettico l'antipsicotico l'antidepressivo il mio passato il tuo le mie paure le tue e quelle della gente come te.
Chiedimi come sto.
Se no niente.

      Noi camminiamo piano, come se stessimo per romperci ogni momento, coi piedi che potrebbero inciampare in una riga nera di catrame, con lo sguardo esposto, con le nostre ipersensibilità fuori di noi, i medicinali e i bambini appesi ovunque.
Siamo i battuti dalla vita.
Non approfittatene, per favore.
Ignorateci.
     Perché "il mondo gira anche senza di voi!" ci ricordava il pazzo ogni mattina.









postato da: pispa alle ore 13:14 | link | commenti (7) | commenti (7)
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venerdì, 26 giugno 2009

gli dico:
"guarda che non ce la faccio più, vado avanti a farmaci se no non riposo abbastanza. e ieri l'ho trovato che mangiava da solo perché ero crollata sul divano. aiutaci per piacere"

risponde piccato:
"non posso. io lavoro. lo posso tenere quando è il giorno mio, altrimenti ho da fare, sono incasinatissimo!"

tento una replica:
"non ce la faccio fisicamente, lui poverino, mi vede stravolta.. non sono presente come dovrei, non è un bene"

prima di riagganciare fa:
"agli italiani piaccio puttaniere, zozzo e maneggione, paraculo e simpatico evasore, anche un po' piduista. io sono così, rànges (arrangiatevi) oh!"

ma berlusconi è fan di se stesso come metà degli italiani?
e l'altra metà?
per me lui è 100% come si è descritto ..









postato da: pispa alle ore 09:57 | link | commenti (5) | commenti (5)
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giovedì, 25 giugno 2009





eh

ci sono ottime probabilità che per te stia cominciando l’Estate dell’amore.
per aumentare ancora di più le tue possibilità, medita su questi interrogativi:
1) che qualità faresti bene a sviluppare di più tra quelle che cerchi nei tuoi amanti? (...)
2) quali credi che siano le tue più grandi illusioni sull’amore? (...)
3) che puoi fare per renderti più amabile? (...)
4) che puoi fare per essere più amorevole? (...)
5) sei pronto ad accettare il fatto che un rapporto degno di essere vissuto fa inevitabilmente emergere gli aspetti peggiori dei due partner, e gli impone di risanare le loro vecchie ferite?
(..uf!)






postato da: pispa alle ore 23:06 | link | commenti (3) | commenti (3)
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mercoledì, 24 giugno 2009

ma il reggicalze è apoliticamente sexy e trasversale? e la sottoveste è spudoratamente di sinistra, vecchio piccì o rifondazzzio?
o eversiva in quanto
femmina imprevedibile?
o conservatrice e familista?
si potrebbe discutere delle autoreggenti, mortificatrici della mobilità femminina e schiave del potere maschilista.
push-up o pop-up?
cotone bianco a rigoline alte in vita o lycra scivoloso sgambatissimo?
e
come collocare politicamente i boxer, rispetto agli slip?
neri? blu? grigi? bianchi?
bah
in ogni caso, non lo so





















postato da: pispa alle ore 07:43 | link | commenti (14) | commenti (14)
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