Camminiamo fianco a fianco.
Io gli tengo il braccio destro e la mano sulla mia.
Lentamente, a ritmo di zoppica riflessiva, cerchiamo di percorrere le zone d'ombra sulla strada, ma a quest'ora sono poche.
Il camion della consegna mobili-in-tutta-Italia (isole comprese) ci parcheggia sotto il naso nella zona disabili; a nostra volta, quindi, parcheggiamo vicino, troppo vicino, al passo carraio della signora di fronte, che vede e sospira dalla finestra buia.
Lui ha lo sguardo perso nel vuoto come quando è stanco, e accaldato.
Io porto gli occhiali con la montatura grossa, nera, per non mostrare i guai.
Martina ha lo sguardo stanchissimo, segni sotto gli occhi sulla pelle bionda.
Ha perso il lavoro, non le hanno rinnovato il contratto a progetto come copywriter e non dorme più. In questo momento so che mi ascolta ma non sente; è sveglia da troppo tempo per dare ancora attenzione a qualcuno.
- "Prendo un po' di Lexotan e giovedì parto, vado da mia madre" - ci sorridiamo e salutiamo - "in bocca al lupo" -.
Maria ha un bel vestito nero scollato con le poppe rotonde ben in mostra, ci incrociamo.
- "ehi, come va?" -
Tra due giorni le figlie piccole vanno in vacanza dal papà, due settimane di libertà per tutte e tre.
"Avevo un'orticaria su tutto il corpo, non ne potevo più dallo stress".
Sta molto bene coi capelli bruni raccolti da un fermaglio, gonfi, Mina anni '60.
"Io ho la dermatite sul viso, una febbre sul labbro.. pure lui, guarda che roba"
"E più si va avanti e più fatica si fa!" mi dice scossa. Ha ragione.
Non possiamo parlare d'altro, oggi: figli, fatica, ex mariti coglioni.
Quando racconta della scoliosi doppia della figlia di dieci anni e io della piscina per mio figlio, non ci chiediamo mai "come va con le medicine?"
Ci guardiamo, ci capiamo, parliamo, non c'è neanche tanta cultura.
La vita ha insegnato più di quanto certe persone imparano all'università; a me poco, ma l'empatia prevale sul sapere, tra di noi.
Perché se il tuo vicino ha un rene solo non gli chiedi tutti i giorni "allora, come va la dialisi eh?! .. caro il mio nefropatico.."
Per dire.
Quando mi parli, per un attimo, dimentica il neurolettico l'antipsicotico l'antidepressivo il mio passato il tuo le mie paure le tue e quelle della gente come te.
Chiedimi come sto.
Se no niente.
Noi camminiamo piano, come se stessimo per romperci ogni momento, coi piedi che potrebbero inciampare in una riga nera di catrame, con lo sguardo esposto, con le nostre ipersensibilità fuori di noi, i medicinali e i bambini appesi ovunque.
Siamo i battuti dalla vita.
Non approfittatene, per favore.
Ignorateci.
Perché "il mondo gira anche senza di voi!" ci ricordava il pazzo ogni mattina.